Pec amministratori: nessuna scadenza certa, il Ministero rinvia tutto a fine anno
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Pec amministratori: nessuna scadenza e sanzioni sospese, ma serve chiarezza Negli ultimi mesi si è diffusa molta confusione sull’obbligo per gli amministratori di società di comunicare la propria Pec personale (domicilio digitale) al Registro delle imprese. Alcune campagne pubblicitarie hanno persino annunciato una scadenza al 30 giugno 2025 con relative sanzioni, generando allarmismo tra gli operatori economici.
In realtà, nessun termine è previsto dalla legge.
Le Camere di commercio, attraverso Unioncamere e varie sedi territoriali (Milano, Torino, Padova, Lecce, Bergamo), hanno chiarito che non esiste alcun obbligo con scadenza fissata, né è possibile applicare sanzioni in assenza di una norma che le preveda.Cosa dice la legge La legge di Bilancio 2025 ha introdotto l’obbligo per gli amministratori di iscrivere la propria Pec nel Registro imprese, ma senza stabilire tempi o sanzioni. In base ai principi generali del diritto amministrativo, una sanzione può essere applicata solo se la legge indica con chiarezza entro quando adempiere.
Senza questo termine, l’articolo 2630 del Codice civile non può trovare applicazione, e quindi nessuna multa può essere comminata.L’intervento del Ministero Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dopo una prima nota del 12 marzo, ha pubblicato una circolare il 25 giugno rinviando il presunto termine al 31 dicembre 2025. Tuttavia, anche questa nuova indicazione non ha valore vincolante, perché una circolare non può introdurre un obbligo o una scadenza non prevista dalla legge.
La stessa Cassazione, con una storica sentenza, ha chiarito che una circolare non vincola neppure gli uffici: se contrasta con la legge, non ha efficacia giuridica.Cosa comporta per le imprese Di fatto, gli amministratori non rischiano sanzioni per mancato deposito della propria Pec, almeno finché non sarà approvata una norma che definisca tempi e modalità precise.
Per il momento, resta un obbligo formale privo di termine, che rischia solo di creare confusione e di alimentare messaggi commerciali ingannevoli.
Molti enti camerali hanno già avvisato che non procederanno a sanzionare chi non deposita la Pec entro giugno (o dicembre).In sintesi
Nessuna scadenza legale al 30 giugno o al 31 dicembre.
Nessuna sanzione può essere applicata senza un termine di legge.
Circolari e note ministeriali non possono sostituirsi a una norma.
Camere di commercio e Unioncamere confermano questa interpretazione.
Cosa fare adesso
Non affrettarsi a comunicare la Pec personale se non è richiesto da una norma chiara.
Attendere eventuali chiarimenti ufficiali o modifiche legislative.
Diffidare da comunicazioni commerciali che minacciano sanzioni o scadenze inesistenti.
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Il presente articolo ha lo scopo di spiegare in termini semplici materie complesse e divulgare informazioni che possono essere vantaggiose per gli imprenditori. Consultare sempre il proprio commercialista per gli opportuni approfondimenti.