Investimenti 4.0: con l’iperammortamento deduci più di quanto spendi


#IMPRESE

Iperammortamento 4.0: più tempo, nuove tecnologie e un forte risparmio fiscale per le imprese

La legge di Bilancio 2026 riporta in primo piano l’iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali 4.0. Una misura che interessa direttamente gli imprenditori che stanno pianificando l’ammodernamento tecnologico della propria attività, perché consente un importante risparmio fiscale, spalmato negli anni attraverso maggiori quote di ammortamento o canoni di leasing.
Dovrebbero essere invece esclusi i professionisti ma presto si attendono chiarimenti.

Più tempo per investire (e pianificare meglio)
La prima novità rilevante è l’estensione del periodo agevolato. Gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 potranno beneficiare dell’iperammortamento, senza più meccanismi di prenotazione o acconti anticipati.
Questo consente alle imprese una pianificazione di medio periodo, evitando corse di fine anno e scelte affrettate.

Quanto si risparmia davvero
La maggiorazione del costo fiscalmente deducibile resta articolata su tre scaglioni:
  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 100% per la parte compresa tra 2,5 e 10 milioni
  • 50% per la quota tra 10 e 20 milioni
Tradotto in termini concreti, con un’aliquota Ires ordinaria del 24%, il risparmio fiscale effettivo può arrivare fino a:
  • 43,2% del costo nella prima fascia,
  • 24% nella seconda,
  • 12% nella terza.
Si tratta di un beneficio rilevante, soprattutto per chi investe in macchinari, impianti e software strategici per la produttività.

Attenzione all’origine dei beni
Una novità da non sottovalutare riguarda il requisito geografico: sono agevolabili solo i beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo.
Il principio è chiaro per i beni materiali, mentre per i software e le soluzioni digitali saranno necessari chiarimenti operativi, che arriveranno con il decreto attuativo.

Stop ai premi “green”
Rispetto alle versioni iniziali, viene invece meno la parte legata alle maggiorazioni per il risparmio energetico. Non sono più previste aliquote potenziate per chi riduce i consumi né presunzioni automatiche di efficienza. L’iperammortamento torna quindi ad essere uno strumento puramente fiscale, separato dagli incentivi ambientali.

Nuovi allegati: cosa cambia davvero
La novità più importante è l’aggiornamento dei beni agevolabili. I vecchi allegati A e B vengono sostituiti dai nuovi allegato III-bis (beni materiali) e III-ter (beni immateriali).
Tra le principali aperture:
  • infrastrutture per intelligenza artificiale, simulazione e machine learning;
  • reti industriali avanzate, 5G privato e cybersecurity OT/IT;
  • software di AI generativa, agenti intelligenti, MLOps;
  • piattaforme digitali evolute, low-code/no-code, data spaces europei.
Allo stesso tempo, vengono esclusi esplicitamente PC, notebook, stampanti e dispositivi da ufficio: un chiarimento che riduce errori e contenziosi.

Cosa fare ora
  1. Verificare se gli investimenti programmati rientrano nei nuovi allegati aggiornati.
  2. Valutare il risparmio fiscale complessivo, anche in ottica di pianificazione pluriennale.
  3. Prestare attenzione all’origine dei beni, soprattutto per software e soluzioni digitali complesse.
Un’analisi preventiva può fare la differenza tra un investimento ordinario e uno fiscalmente molto più conveniente.

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Il presente articolo ha lo scopo di spiegare in termini semplici materie complesse e divulgare informazioni che possono essere vantaggiose per gli imprenditori. Consultare sempre il proprio commercialista per gli opportuni approfondimenti.


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