Regime forfettario: forse ti conviene


Vincoli e semplificazioni

La legge di stabilità del 2015 aveva introdotto nel nostro ordinamento un regime fiscale agevolato pensato per le piccole attività individuali.
Sono escluse le società e coloro che, pur avendo una partita iva individuale, sono contemporaneamente soci di società di persone o piccole srl a ristretta base sociale che hanno adottato il regime della “trasparenza fiscale”.
 

Come si calcolano le tasse con il regime forfettario?

Con il regime forfettario il calcolo delle imposte è piuttosto facile.
Prendiamo a esempio un grafico pubblicitario che nel corso dell’anno ha fatturato euro 25.000
e nello stesso periodo ha versato 3.000 euro di contributi previdenziali (es. INPS)

25.000 x 78% (coefficiente di redditività) = 19.500
19.500 – 3.000 (contributi INPS) = 16.500
16.500 x 15% (aliquota fissa) = 2.475 (imposta sostitutiva dell’IRPEF)
 

Quanto avrebbe pagato lo stesso contribuente se non avesse aderito al regime forfettario?

Considerando solo ed esclusivamente i dati dell’esempio, il nostro grafico pubblicitario avrebbe pagato 4.600 euro.
 

Non è tutto oro quello che luccica

Il calcolo analitico, quello tradizionale valido per tutti i contribuenti, è di sicuro più complicato e prevede una serie di deduzioni e detrazioni che vanno a ridurre il reddito imponibile.
Con il regime forfettario, invece,

  1. non si deducono in modo analitico i costi inerenti l’attività,

  2. non si deducono le spese detraibili, quali interessi su mutuo abitazione principale, spese sanitarie ecc. ecc.

  3. inoltre non si applica l’IVA sulle fatture

  4. quindi non si scarica nemmeno l’iva sugli acquisti.
     

MA ALLORA CONVIENE?

La convenienza o meno del regime forfettario varia da caso a caso.
Per questo è necessario farsi assistere da un commercialista.

 

Aliquote, coefficienti e altre complicazioni

Il regime forfettario è pensato per le piccole attività individuali e presenta vincoli piuttosto stringenti:

  1. Il limite massimo dei ricavi, varia a seconda dell’attività dai 25.000 euro ai 50.000.

  2. I coefficienti di redditività, passano dal 40% del settore commercio all’86% del settore delle costruzioni.

  3. Ulteriori agevolazioni sono previste per chi inizia una nuova attività, con la riduzione dell’aliquota dal 15% al 5% e con un abbattimento dei contributi previdenziali.
     

Ma le semplificazioni esistono?

Oltre che da un punto di vista fiscale, il regime forfetario può essere interessante anche per le numerose semplificazioni che comporta:

  1. chi aderisce a questo regime, non addebita l’iva ai clienti e non detrae l’iva sugli acquisti, in altre parole non fa la liquidazione dell’iva ogni trimestre come le altre partite iva;

  2. non applica gli studi di settore;

  3. non opera la ritenuta d’acconto

  4. e non la subisce sugli incassi.

  5. I regimi forfettari saranno inoltre esonerati dagli adempimenti legati alla fatturazione elettronica: in altre parole, non saranno obbligati a emetterla né a riceverla. 
     

Per capire se il regime forfettario ti conviene

Il regime forfettario, previsto dalla manovra economica del 2015 presenta un calcolo semplificato dell’imposta sui redditi.

Perché sia attuabile sono necessarie le seguenti condizioni:

  1. un limite di fatturato massimo oltre il quale si esce dal regime. Questo limite varia in base all’attività svolta;

  2. un coefficiente di redditività da applicare al fatturato, anch’esso variabile a seconda dell’attività.

Per calcolarne la convenienza, è necessario considerare queste tabelle ministeriali, affidandosi alla consulenza di un commercialista:

Attività Limite ricavi e compensi Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande 45.000 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 50.000 40%
Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 40.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 30.000 54%
Costruzioni e attività immobiliari 25.000 86%
Intermediari del commercio 25.000 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione 50.000 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi 30.000 78%
Altre attività economiche 30.000 67%



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© Questo articolo, a firma di Nicola Corradini, è apparso per la prima volta nella Rubrica LE REGOLE DELLA PARTITA.

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