Fattura elettronica: le novità


Quando emetterla? Dipende dal tipo di fattura

Le fatture si dividono in due categorie: fatture “immediate”, che vengono emesse dopo ogni vendita o prestazione e fatture “differite” che riepilogano, in un unico documento finale, i vari DDT del mese rilasciati al cliente contestualmente ad ogni vendita o prestazione. Resta sempre valido il consiglio di adottare due distinte numerazioni al fine di monitorare meglio le scadenze che vedremo nei prossimi paragrafi.
 

Solo 12 giorni per la fattura immediata

La fattura immediata deve essere generata e trasmessa allo SDI entro 12 giorni dalla data di
effettuazione dell’operazione.
La data della fattura da indicare nel file xml è sempre quella di effettuazione dell’operazione.


ESEMPIO

La Mario Rossi Srl effettua una cessione beni in data 18/07/2019.

  • Avrà tempo per generare e tramettere la fattura allo SDI nel periodo intercorrente: tra la data di effettuazione dell’operazione – 18/07/2019 ed i 12 giorni successivi – 30/07/2019

  • La data fattura da indicare nel file xml sarà, sempre, quella di effettuazione dell’operazione: 18/07/2019.



Ricordiamo che, ai fini Iva, la data di effettuazione dell’operazione corrisponde:

  • alla consegna o spedizione del bene per le vendite di cose mobili;

  • alla data di stipula dell’atto per le vendite di beni immobili;

  • al pagamento del corrispettivo nelle prestazioni di servizi;


La fattura deve, inoltre, essere emessa anche se la prestazione non è ultimata, ogni volta che avviene l’incasso (in acconto o anticipo) del corrispettivo.
Sarà quindi importante, soprattutto per i professionisti o, in generale, per coloro che
effettuano prestazioni di servizi, monitorare costantemente gli incassi transitati sulconto corrente per evitare l’emissione tardiva della relativa fattura elettronica.
Molti home banking possono essere impostati in modo tale da inviare un SMS o una
e-mail ogni volta che si riceve un bonifico.
I nuovi termini decorrono dalle fatture emesse dal 1° luglio in poi.
 

Fattura differita: la scadenza non cambia ma attenzione alla data 

Nulla cambia per la fattura differita. La fattura differita deve essere generata e trasmessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione pertanto i termini restano inalterati rispetto a quelli attuali.
La data fattura in caso di presenza di più DDT coinciderà con la data di emissione dell’ultimo DDT. Questa è la più rilevante novità, stabilita dalla Agenzia delle Entrate: fino ad ora era prassi delle aziende, predisporre le fatture differite del mese, datandole con l’ultimo giorno del mese stesso. Questa novità ha sollevato numerose perplessità per le difficoltà applicative a livello pratico e siamo in attesa di una opportuna rettifica da parte dell’Amministrazione Finanziaria.
La dottrina (e, aggiungerei… il buon senso) ritiene, infatti, che non vi siano problemi a datare la fattura differita l’ultimo giorno del mese: in queste fatture, infatti, si riportano, comunque, anche gli estremi dei Ddt e non c’è alcuna norma che affermi che in una fattura riepilogativa deve essere riportata solo la data dell’ultima operazione. In ogni caso non ci sarebbe alcun danno per Erario.


ESEMPIO

La Mario Rossi Srl effettua cessione beni con DDT in data 18/07/2019.
Avrà tempo per generare e tramettere la fattura allo SDI:
 

  • Entro il 15 del mese successivo (15/08/2019)
     

La data fattura da indicare nel file xml sarà quella di effettuazione dell’operazione:
18/07/2019 (stando alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate).


 

Dal primo Luglio chi ritarda paga

La moratoria sulle sanzioni, scaduta il 30 giugno, ha consentito ai titolari di partita Iva di evitare le sanzioni per tardiva fatturazione, con l’emissione entro il termine di liquidazione dell’imposta oppure di beneficiare della riduzione delle sanzioni al 20% nel caso di emissione entro la liquidazione del periodo successivo. A partire dal 01.07.2019 per i contribuenti trimestrali e dal 01.10.2019 per i contribuenti mensili trova applicazione la sanzione pari al 90% dell’iva esposta in fattura per le ritardate emissioni.
 

Novità per i corrispettivi telematici

Con la conversione in legge del decreto Crescita, sono state introdotte alcune modifiche che
hanno la finalità di agevolare i contribuenti soprattutto in questa prima fase di avvio dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi.
In linea generale viene disposto che, i dati relativi ai corrispettivi giornalieri dei commercianti al minuto e assimilati, siano trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 12 giorni dall’effettuazione della relativa operazione.
Inoltre, nel primo semestre di vigenza dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, decorrente:

  • dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a 400.000 euro;

  • dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti,

 
non saranno applicate le sanzioni previste dalla legge (art. 2, comma 6, D.Lgs. n. 127/2015), ove la trasmissione telematica sia effettuata entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’IVA.
Su questo aspetto, l’Agenzia delle Entrate, ha avuto modo di chiarire che la norma consente ai predetti soggetti, qualora non abbiano ancora la disponibilità di un registratore telematico, di assolvere all’obbligo di trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri, entro il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione (con modalità ancora da definire). Tali soggetti potranno adempiere temporaneamente all’obbligo di memorizzazione giornaliera dei corrispettivi mediante i registratori di cassa già in uso ovvero tramite ricevute fiscali.


 



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© Questo articolo, a firma di Nicola Corradini, è apparso per la prima volta nella Rubrica LE REGOLE DELLA PARTITA.

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