Diverse tipologie di crisi di impresa


L’attuale contesto competitivo, condizionato fortemente dalla globalizzazione, ha fatto si che qualunque accenno di crisi di azienda fosse imputabile a questa motivazione, nascondendo molto spesso le cause fisiologiche e strutturali  che possono fare parte della vita di un’azienda come, mancanza di strategia, decadimento di prodotto, inefficienza, mancanza di innovazione, squilibri finanziari, ecc. Se un’azienda è in grado di diagnosticare per tempo l’insorgenza dello stato di crisi e porre le dovute contromisure, sarà in grado di preservare la propria esistenza e l’occupazione che ne deriva, altrimenti dovrà subire quel processo di crisi che sempre più aziende si trovano a far fronte. Per questo motivo è fondamentale che ai primi accenni di crisi, l’azienda sia in grado di identificare le cause che sono alla radice, per individuare e applicare per tempo le corrette contromisure adatte a riportarla a produrre margini e flussi finanziari positivi. 
 

Definizione di crisi di impresa

Ormai da qualche anno, abituati da una diffusa sofferenza dell’economia mondiale, dovuta principalmente alla globalizzazione dei mercati e al crollo degli equilibri finanziari internazionali, si è spesso portati a utilizzare il termine “crisi d’impresa” per descrivere uno stato di malessere dell’azienda. Molto spesso infatti delle ‘oscillazioni’  dell’assetto economico, finanziario e patrimoniale dell’azienda sono semplicemente frutto del normale andamento ciclico della vita di impresa e non possono essere ricondotte ad uno stato di crisi di impresa.
Essendo lo scopo dell’impresa accrescere il valore del capitale economico, le situazioni di staticità o diminuzione del valore sono interpretabili come segnali di potenziali squilibri. Un andamento negativo del valore può quindi derivare sia dall’incapacità di realizzare i flussi di reddito o di cassa attesi, sia dall’aggravamento del livello di rischio delle strategie aziendali. 
La mancata attivazione delle giuste contromosse fa sì che da una temporanea situazione di incapacità ad assolvere gli impegni, si possa scivolare in una vera e propria crisi irreversibile. Nel momento in cui la perdita di flussi risulti sistematica ed irreversibile senza interventi risanatori o di ristrutturazione, si ha una situazione di declino.  La crisi rappresenta un momento successivo al declino e si traduce in gravi carenze sul piano dei flussi finanziari sotto forma di crisi di liquidità, difficoltà nell’accesso al credito e perdita di fiducia degli stakeholders aziendali.
 

Individuazione della tipologia di crisi

Con questo articolo cercheremo di analizzare le diverse tipologie di crisi, perché ognuna di queste richiede approcci e strategie diverse.
E’ inoltre importante sottolineare che spesso le cause sottostanti una crisi aziendale possono essere più di una, per questo è necessaria un’analisi approfondita e a volte impietosa che le metta in evidenza tutte, in modo da intraprendere le azioni corrette per contrastarle tutte, altrimenti il percorso di salvataggio potrebbe esserne inficiato. 
E’ fondamentale inoltre non confondere i sintomi con le cause, spesso infatti ci si accorge dello stato di crisi da sintomi di tipo finanziario che si manifesta con il peggioramento strutturale degli equilibri economici e finanziari dell’azienda, tuttavia, sottesi a questi sintomi le cause sono quasi sempre di natura economica. Quando compaiono i primi sintomi di squilibrio finanziario, probabilmente l’azienda versa già in una situazione di alterazione del proprio equilibrio economico e sarà quindi necessario analizzare la gravità dello squilibrio per stabilire se sussistono possibilità di ripresa.
 

Crisi da inefficienza

È questo il caso in cui particolari settori dell’attività aziendale non forniscono delle prestazioni conformi alla media della concorrenza, situazione rinvenibile soprattutto nella gestione operativa. Generalmente, è l’area della produzione quella maggiormente coinvolta (immobilizzazioni tecniche obsolete, incapacità o scarsità di manodopera,  impiego di tecnologia non adeguata) e quella di marketing (errate politiche di marketing). Queste inefficienze nascono prima nel comparto economico per poi riversarsi su quello finanziario.  L’inefficienza non è comunque da considerarsi soltanto nella funzione operativa o di marketing, perché anche nel settore amministrativo, per esempio, si possono segnalare situazioni pressoché simili, dovute a eccessiva burocratizzazione dei processi o carenze più o meno gravi del sistema informativo o nel suo utilizzo.


Crisi da decadimento dei prodotti

Tale tipologia sembra strettamente legata alle già descritte crisi da inefficienza. Si tratta di una crisi i cui fattori scatenanti prescindono dalla competitività della singola impresa e interessano l’intero settore produttivo.  Le cause alla base di questa crisi possono essere diverse, come la fluttuazione del mercato,  la maturità o il declino del prodotto, la presenza di concorrenza estera più performante in termini di prezzi.  Gli indicatori da tenere sotto controllo sono il margine di contribuzione del prodotto, che permette di rilevare la redditività specifica di ogni singolo prodotto.


Crisi legata alla carenza di pianificazione e innovazione.

Questo disequilibrio è caratterizzato dall’incapacità dell’impresa di adattarsi ai mutamenti ambientali. 
Talvolta le imprese si pongono come obiettivo quasi unico il conseguimento di risultati nel breve termine, trascurando la preparazione delle condizioni necessarie per ottenere risultati anche nel lungo periodo. La conseguenza può essere un progressivo peggioramento delle capacità di reddito e, dunque, della capacità di resistere sul mercato alle inevitabili fasi di difficoltà. Quasi tutte le imprese colpite da declino e/o crisi mostrano carenze nella pianificazione strategica. Anche la mancanza d’innovazione può rivelarsi letale: sia nelle piccole aziende, dove essa è associabile alla capacità imprenditoriale stessa, che nelle grandi imprese, dove la ricerca di nuove combinazioni produttive è affidata alla funzione di ricerca e sviluppo.


Crisi da rigidità della struttura organizzativa

Il declino e la crisi da sovraccapacità e rigidità sono determinati da un eccesso di capacità produttiva, collegato all’impossibilità di adattamento nel breve termine dei costi fissi che ne derivano, quali i costi delle immobilizzazioni tecniche, della struttura aziendale e della manodopera, e che vanno quindi parzialmente sprecati. Ciò può essere causato da un eccesso di capacità produttiva rispetto alle possibilità di collocamento sul mercato; solitamente sovraccapacità  per una singola azienda si collega a una sovraccapacità a livello dell’intero settore, determinata, a sua volta, dalla ricerca di economie di scala, da una caduta della domanda globale, da nuovi correnti d’importazione, da errori di previsione della domanda, dall’esistenza di elevate barriere all’uscita o da politiche manageriali sconsiderate.

 

TIPOLOGIA  

AREA

CAUSE
ENDOGENE

CAUSE
ESOGENE

declino e crisi da inefficienza

area produzione

disponibilità di strumenti totalmente o parzialmente obsoleti

 

area produzione

mancanza di competenza o di impegno della manodopera

 

area produzione

utilizzo di tecnologie superate

 

area produzione

allocazione non ottimale degli impianti

 

area commerciale

squilibrio tra i costi di marketing e la creazione e la gestione delle reti di vendita e i risultati economici, politiche di prezzo insostenibili

 

area amministrativa

eccessiva burocratizzazione

 

area amministrativa

sistema informativo inadeguato

 

area amministrativa

inefficienza amministrativa

 

organizzazione

all’assenza degli strumenti tipici di programmazione e controllo e di quelli di pianificazione a medio lungo termine

 

organizzazione  

squilibrio tra risultati e compensi

 

organizzazione

disfunzioni nell’organizzazione del lavoro produttivo, degli uffici, della manutenzione, degli impianti, degli acquisti o, addirittura, del disegno organizzativo globale dell’azienda

 

area finanziaria

alto costo delle risorse raccolte in virtù di una debolezza contrattuale dell’azienda

 

declino e crisi da sovracapacità/rigidità 

area produzione

eccesso di capacità produttiva, collegato all’impossibilità di adattamento nel breve termine dei costi fissi che ne derivano, quali i costi delle immobilizzazioni tecniche, della “struttura aziendale” e della manodopera, e che vanno quindi parzialmente sprecati 

fluttuazione del mercato, la maturità o il declino di un prodotto, la presenza di concorrenti esteri più performanti per costi di manodopera più bassi o per agevolazioni fiscali, la presenza di dazi commerciali 

declino e crisi da decadimento dei prodotti e da carenze ed errori di marketing 

area marketing

errori di marketing che si traducono in un mix di prodotti errato non in grado di soddisfare le esigenze della clientela target, in una caduta dell’immagine o della marca dell’impresa 

fluttuazione del mercato, la maturità o il declino di un prodotto, la presenza di concorrenti esteri più performanti per costi di manodopera più bassi o per agevolazioni fiscali, la presenza di dazi commerciali 

crisi da incapacità a programmare, da errori di strategia e dacarenza di innovazione

settore ricerca e sviluppo

mancanza di investimenti in attività di innovazione e di sviluppo e dall’assenza di una corretta individuazione di obiettivi chiari e precisi 

 





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© Questo articolo, a firma di Attilio Sartori, è apparso per la prima volta sul Blog LA MOSSA GIUSTA.

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