La nuova disciplina sulla trasparenza retributiva è finalizzata a rafforzare l’effettiva applicazione del principio di parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
La ratio della norma è quella di superare l’opacità dei sistemi salariali, che spesso rende difficile individuare e dimostrare eventuali discriminazioni retributive, mediante la previsione di obblighi informativi, criteri retributivi più verificabili e strumenti idonei a far emergere, prevenire e correggere differenze economiche non giustificate.
Il legislatore, infatti, mira a rendere verificabili i criteri di formazione delle retribuzioni e più agevole l’emersione di eventuali differenze discriminatorie, non solamente di genere, costruendo un sistema organico di prevenzione e controllo.
È entrato in vigore il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, che ha introdotto nuovi obblighi in materia di trasparenza retributiva, applicabili sia nella fase di selezione del personale sia durante il rapporto di lavoro.
Per le aziende con meno di 50 dipendenti, il quadro degli adempimenti risulta parzialmente semplificato e tuttora in attesa di provvedimenti ministeriali di cui si dirà in seguito, ma richiede comunque un immediato adeguamento delle procedure aziendali.
In questa fase si dovrà tenere presente che:
Durante il rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve rendere conoscibili ai lavoratori:
Per i datori di lavoro che applicano un CCNL stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, tale obbligo può ritenersi assolto mediante
Per le aziende con meno di 50 dipendenti non è invece richiesto rendere disponibili i criteri di progressione economica.
Resta inoltre fermo il diritto del lavoratore di richiedere, una volta all’anno, informazioni scritte sui livelli retributivi medi, suddivisi per sesso, relativi alle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
Il datore di lavoro deve rispondere per iscritto entro 2 mesi dalla richiesta.
Per i datori fino a 49 dipendenti, le modalità semplificate di esercizio di tale diritto saranno disciplinate da successivi provvedimenti ministeriali, anche ai fini della tutela della riservatezza e della non identificabilità dei singoli lavoratori.
Sotto il profilo operativo, si raccomanda di:
La formalizzazione dei criteri retributivi assume particolare rilevanza, poiché la nuova disciplina richiede non solo il rispetto del principio di parità retributiva, ma anche la capacità di dimostrarne l’applicazione in concreto.
La presente informativa rappresenta una breve sintesi degli elementi da tenere in considerazione.
Il nostro studio è comunque a disposizione per ogni approfondimento.
Compila il Form di contatto per ricevere anche via e-mail l’avviso sulle novità fiscali e del lavoro, pubblicate sul sito.